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Domande

Domande frequenti sul gestionale per pet shop

Sono le 54 domande che arrivano davvero, con la risposta per esteso. Dove il prodotto si ferma è scritto qui, non alla fine di una demo.

«Ho tutto su un foglio Excel»

Si carica il file che hai, com’è: xlsx, csv, tsv o txt, fino a 50.000 righe. Il gestionale sceglie il foglio giusto, indovina qual è la riga dell’intestazione (i listini hanno spesso logo e titoli in cima) e abbina le colonne alle sue da solo, lasciandoti confermare; se il file arriva in Latin-1, come capita spesso con le esportazioni dei gestionali più vecchi, se ne accorge e non ti riempie i nomi di punti interrogativi. Quello che non entra non blocca l’import: gli errori tornano raggruppati per forma, con i numeri di riga («12 righe: prezzo non numerico»), e tutte le righe buone vengono caricate lo stesso. Il file non viene mai caricato sul nostro server: viene letto nel tuo browser e viaggiano solo le righe già valide. E se preferisci, mandacelo e lo importiamo noi.

«Quanto ci metto a partire?»

L’ambiente è pronto in un minuto dalla registrazione, e dentro non è vuoto: categorie del mestiere, quattro articoli d’esempio (compreso lo sfuso al chilo e l’antiparassitario detraibile) marcati come esempio e cancellabili in un clic, i lotti già impostati, i punti di controllo dell’autocontrollo tarati sui rischi del mangime e gli otto controlli con la loro cadenza. Il catalogo lo carichi la prima sera da barcode o dal file che hai già. Accendere il listino della toelettatura per taglia, i box e il tetto della pensione, le raccolte a timbri e le soglie di sottoscorta sono venti minuti di impostazioni. Dal giorno dopo incassi.

«E se poi voglio andarmene?»

Non c’è un vincolo pluriennale e non c’è un costo di attivazione: il rinnovo è tacito e si disdice con trenta giorni di preavviso rispetto alla scadenza (art. 7 delle Condizioni). I dati restano tuoi e li scarichi quando ti pare, senza chiederli a nessuno: esce uno ZIP con un file JSON per ogni tabella del tuo database — che è dedicato, non condiviso con altri negozi — più tutti i file che hai caricato (logo, foto prima e dopo, libretti, documenti allegati al registro) e un «leggimi» che spiega cosa c’è dentro. L’export è di sola lettura e non tocca niente.

«Devo imparare un programma nuovo?»

Il gestionale si accende a pezzi, e i pezzi spenti spariscono invece di restare a fare rumore. Chi non fa asilo diurno non vede la voce; chi lavora da solo non vede gli operatori né le provvigioni, e nemmeno gli stati intermedi della toelettatura; chi non vende animali vivi spegne il registro; chi vende solo pet food confezionato si sente dire dalla schermata dell’autocontrollo che quel piano non gli è dovuto. Anche dentro le funzioni le regole le decidi tu: se la copertura vaccinale mancante avvisa o blocca, se la caparra si chiede sempre o solo a chi non si è presentato, quanti giorni prima avvisare su una scadenza. Non ci sono convinzioni scritte nel codice: sono impostazioni.

Quanto costa?

79 € al mese, IVA esclusa, per una sede. Il primo mese è gratis e non chiede la carta di credito; pagando l’anno si toglie il 10% dal totale. Dentro ci sono tutti i moduli e tutti gli utenti: niente costo a testa, niente costi di attivazione, nessun vincolo di durata. Il secondo punto vendita e i successivi costano metà. Sostituisce l’agenda di toelettatura e pensione, una cassa con magazzino e la fatturazione elettronica: oggi sono tre abbonamenti separati, circa 308 € al mese. Qui 79 € al mese, tutto compreso.

Gestisce la pensione?

Sì: ogni soggiorno ha box, date di arrivo e uscita, tariffa giornaliera, acconto, terapie da somministrare e se il cibo lo porta il proprietario. La vista «in casa oggi» è il foglio che si guarda la mattina, ordinato per box.

Controlla i vaccini prima di accettare un animale?

Sì, ed è la parte che conta. Alla prenotazione legge i richiami registrati in anagrafica e verifica che siano validi alla data di arrivo. Cosa fare quando non lo sono lo decidi tu in Impostazioni: «avvisa e prenota» (il predefinito: bloccare farebbe perdere un cliente per un libretto dimenticato a casa) oppure «blocca la prenotazione», se il tuo regolamento non ammette eccezioni. In entrambi i casi l’esito resta SCRITTO sulla scheda: se succede qualcosa, quella è la tua difesa.

Distingue «vaccino scaduto» da «nessun vaccino registrato»?

Sì, e non è un dettaglio: un animale senza vaccini in anagrafica non è un animale non vaccinato, è un animale di cui non sappiamo. Confondere le due cose farebbe rifiutare clienti perfettamente in regola. In entrambi i casi la scheda finisce fra quelle da sistemare, ma con la ragione giusta.

Può succedere di prenotare due animali nello stesso box?

No, il gestionale lo impedisce e ti dice chi c’è già. Due soggiorni a notti che si toccano invece convivono: il box si libera il giorno dell’uscita, quindi chi entra quel giorno lo trova libero. In asilo no — l’animale c’è tutto il giorno dell’uscita, e il box si libera l’indomani.

È adatto a un pet shop di quartiere?

Sì. Pensato per negozi con 500–3.000 referenze, vendita al banco e ordini online — non per catene con listini fornitore precaricati.

Avete listini Purina/Monge già pronti?

Non ancora. Carichi il catalogo da barcode o dal file del tuo distributore (xlsx, csv, tsv): fra i tracciati già riconosciuti c’è quello dei listini dei grossisti pet, e le altre colonne il gestionale prova ad abbinarle da solo.

C’è l’agenda per la toelettatura?

Sì, il modulo Toelettatura è incluso. Gestisci il catalogo servizi (bagno, taglio) e prenoti gli appuntamenti in agenda, accanto alla vendita dei prodotti, dentro lo stesso canone: comprata a parte, l’agenda di toelettatura e pensione è un abbonamento a sé.

Posso vendere online sacchi e accessori?

Sì. Ordini online e vendite al banco condividono lo stesso magazzino.

Mi avvisa prima che il cibo scada?

Sì. Ogni partita di cibo, snack e integratori porta la sua data, e la Panoramica te la mette in prima pagina quando mancano meno di sette giorni. In più esce sempre per prima la scadenza più vicina — in cassa, negli ordini online e nei prelievi — così la vendi invece di buttarla; e se su quel lotto arriva un richiamo, bloccarlo lo ferma in tutte e tre le porte insieme.

Tenete traccia di vaccini e antiparassitari?

Sì. Ogni animale ha la sua scheda con microchip, razza e storico sanitario: registri il vaccino e la data del prossimo richiamo si propone da sola. Quando il richiamo si avvicina lo vedi in anagrafica, sulla card dell’appuntamento e nella scheda del cliente — e puoi far partire un promemoria automatico al proprietario via WhatsApp o Telegram.

Vendo cuccioli e pesci: c’è il registro di carico e scarico?

Sì. Il Registro animali tiene i movimenti numerati con progressivo, specie, identificativo, provenienza, destinazione e documento. Le righe non si modificano (un errore si corregge con una riga di segno opposto) e si stampano o si esportano per periodo. Se non vendi animali vivi, spegni il modulo dalle impostazioni.

Il bagno costa uguale per un chihuahua e per un terranova?

No, e il gestionale non fa finta del contrario. Ogni servizio può avere prezzo e durata per taglia (piccola, media, grande, gigante — e i nomi li riscrivi tu in Impostazioni). Prenotando, la taglia registrata sulla scheda dell’animale sceglie la fascia da sola, e resta modificabile a mano: un cucciolo di sei mesi non è ancora «grande», e chi è al banco lo vede. Il prezzo dell’appuntamento resta quello del giorno in cui è stato preso, anche se domani cambi il listino.

Come faccio a sapere se un cane morde, prima di metterlo in vasca?

Sulla scheda dell’animale spunti le avvertenze — può mordere, serve la museruola, serve in due, non tollera il phon, non sta con altri animali — e queste si accendono da sole in agenda, sulla card dell’appuntamento e sulla riga del soggiorno in pensione. Non sono una nota libera che nessuno riapre. Puoi aggiungere le tue avvertenze in Impostazioni: nessun elenco predefinito può conoscere il tuo caso particolare.

Fate anche l’asilo diurno, non solo la pensione a notti?

Sì. Un soggiorno può essere a notti (pensione classica: si fatturano le notti) o in giornata (asilo: si fatturano i giorni, estremi inclusi, quindi entra ed esce lo stesso giorno = una giornata). È un interruttore nelle impostazioni, e chi non fa asilo non lo vede nemmeno.

Come si incassano toelettatura e pensione?

Come tutto il resto: passando dalla cassa. Chiudere un appuntamento genera la vendita del servizio; prenotare la pensione con un acconto incassa l’acconto, e l’uscita incassa il saldo (notti per tariffa, meno l’acconto) — con lo scontrino secondo le tue impostazioni fiscali e il metodo di pagamento che scegli tu, non uno d’ufficio. Se l’animale viene ritirato dopo la data prevista, le notti in più si conteggiano da sole; se preferisci fatturare sempre il prenotato, si spegne dalle impostazioni.

Se arriva un richiamo su un lotto di crocchette, cosa faccio?

Tre cose, da una schermata sola. Blocchi la partita, e da quel momento non esce più: né dalla cassa, né dagli ordini online, né dai prelievi — e serve, perché il lotto richiamato è proprio quello che il gestionale farebbe uscire per primo, avendo la scadenza più vicina. Vedi l’elenco di chi l’ha già comprato, con quanto e con quale scontrino. E li avvisi da lì, col testo che hai preparato tu: l’invio resta registrato sul richiamo, perché in un controllo un avviso senza traccia è come un avviso non fatto. I pezzi usciti su scontrini senza cliente te li dice a parte: quelli non sono rintracciabili, e serve un cartello in negozio.

Posso fare «il decimo sacco è gratis»?

Sì, ed è diversa sia dai punti fedeltà (proporzionali alla spesa, spendibili su tutto) sia dalle promozioni («prendi 3 paghi 2» vale dentro un solo scontrino). La raccolta a timbri conta gli acquisti NEL TEMPO su un prodotto preciso, su una marca o su una categoria: i timbri si mettono da soli a ogni scontrino intestato al cliente, e dalla sua scheda vedi a che punto è e quanti gliene mancano. Decidi tu se un timbro vale un pezzo comprato o un passaggio in negozio, e se un reso li toglie.

Vendo un cucciolo: mi ricorda la comunicazione all’anagrafe?

Sì. Registrando lo scarico di un capo identificato, con il cliente preso dall’anagrafica, la scadenza della comunicazione di cessione si calcola da sola e resta in vista finché non la segni fatta. Il termine lo imposti tu (30 giorni il predefinito): alcune regioni ne usano di più stretti, e non tocca al gestionale decidere quale vale per te.

Posso dimostrare di aver dato la pastiglia all’animale in pensione?

Sì, ed è la ragione per cui il piano cure esiste. All’accettazione scrivi cosa somministrare, quanto e a che ore; poi ogni somministrazione si spunta, e resta scritto CHI l’ha fatta e a che ora. Una nota che dice «mezza pastiglia la sera» dice cosa dare, non che è stato dato — e la differenza conta solo quando qualcosa va storto, cioè quando conta davvero. La stessa dose non si può segnare due volte: con due persone che passano in canile a mezz’ora di distanza, il rischio vero è la doppia dose, non quella mancata.

C’è un foglio con tutto quello da fare oggi in canile?

Sì: «Da fare oggi» elenca tutte le somministrazioni della giornata per tutti gli animali in casa, ordinate per box, con quelle ancora da fare in cima. Con otto animali in pensione nessuno apre otto schede una per volta — ed è così che qualcuno resta senza pastiglia.

Il banco sa dirmi se il cane è pronto?

Sì. L’appuntamento passa per arrivato, in vasca e pronto per il ritiro, e ogni passaggio registra l’ora — così si vede anche da quanto tempo un animale è in negozio. Segnando «pronto» può partire da solo il messaggio al proprietario, col testo che scrivi tu; oppure resta un tasto che premi quando vuoi. Chi lavora da solo spegne i passaggi intermedi e torna a due stati.

Posso chiedere una caparra per il bagno?

Sì, e decidi tu quando: mai, sempre, oppure solo a chi non si è presentato di recente (e stabilisci dopo quante mancate presentazioni e guardando indietro di quanti giorni). La caparra passa dalla cassa come uno scontrino e al saldo viene sottratta: incassarla due volte non è possibile.

Come faccio a non perdere il cliente che tosa il cane ogni due mesi?

Ogni servizio ha la sua cadenza («ogni 6 settimane») e ogni animale può avere la propria, perché il pelo cresce come cresce. Chi l’ha superata compare nell’elenco «Da richiamare» con quanto è in ritardo e il numero da chiamare; chi ha già un appuntamento non compare — richiamare chi ha già prenotato è il modo migliore per farsi ignorare. E chiudendo un appuntamento il gestionale ti dice quando tocca di nuovo, mentre il cliente è ancora davanti a te.

Ho due ragazze in toelettatura che lavorano a percentuale: si può gestire?

Sì. Accendi l’anagrafica operatori, dai a ciascuna la sua percentuale, e in agenda si scegliono da un elenco invece di scrivere il nome a mano. Il riepilogo del periodo dice quanti appuntamenti ha fatto ognuna, quanto ha incassato e quanto le spetta. Chi lavora da solo lascia spento e continua col campo libero.

Quanti animali posso accettare in pensione?

Quelli che dici tu: imposti il tetto e il gestionale rifiuta la prenotazione che lo sfora, controllando giorno per giorno. Serve perché il controllo sul singolo box non basta — si sfora accettando animali senza box assegnato, che nessun conflitto di box vede. E gli effetti personali (coperta, gioco, ciotola) si annotano all’arrivo e si spuntano alla riconsegna: è la cosa che il proprietario chiede all’uscita, e quella che si perde.

Se l’animale in pensione sta male e il proprietario non risponde?

Sulla scheda dell’animale ci sono un contatto d’emergenza alternativo, il veterinario che lo conosce col suo numero, e la parte che nessuno pensa fino al momento sbagliato: se il proprietario ha autorizzato le cure urgenti e fino a quale importo. Quei dati compaiono sulla riga del soggiorno e nel piano cure — cioè nella schermata che hai aperta mentre il cane è in casa — con i numeri cliccabili. Puoi anche rendere i contatti OBBLIGATORI per accettare un animale in pensione: accettarlo senza sapere chi chiamare è il rischio che nessuno vede finché non capita. Attenzione a una distinzione che il gestionale rispetta: limite vuoto vuol dire «non dichiarato», zero vuol dire «non spendere niente senza il mio consenso».

Posso aggiungere il taglio unghie al bagno?

Sì: un servizio si dichiara «aggiuntivo» dal listino e in prenotazione si spunta accanto al servizio principale. Prezzo e durata si sommano — quindi l’agenda tiene i tempi veri e l’incasso comprende gli extra, che prima si battevano a mano in cassa e restavano fuori da durata, statistiche e provvigioni. Sullo scontrino la riga li elenca: «Bagno e taglio + Taglio unghie, Pulizia denti».

Qualcuno annulla: come riempio quell’ora?

Con la lista d’attesa. Chi chiama per un posto lo metti in lista con la FINESTRA in cui può venire — perché «la prossima settimana quando volete» è la risposta vera al telefono, e trattarla come una data secca la butterebbe via. Quando ti si libera un giorno, il gestionale ti mostra solo chi quel giorno può venire, col numero accanto; e chi hai già contattato non ricompare per un po’ (le ore le decidi tu), perché tre telefonate in due giorni fanno chiedere di essere tolti dalla lista.

Ho venduto un cucciolo sei mesi fa e il cliente dice che sta male: cosa guardo?

La vendita di un animale da parte di un professionista è disciplinata dal Codice del consumo, e il venditore risponde dei difetti che si manifestano entro un termine dalla consegna — due anni, salvo che tu imposti diversamente. Registrando la cessione, il gestionale calcola la scadenza e la tiene cercabile: cerchi il nome del cliente o il microchip e vedi subito se il termine è ancora aperto, con il riferimento del certificato sanitario che avevi consegnato. Il registro da solo diceva che l’animale era uscito; questo dice se sei ancora in garanzia.

Vendo mangimi: devo tenere il piano di autocontrollo?

Dipende da cosa vendi, ed è la prima cosa che ti dice la schermata. L’art. 2 §2 lett. e) del Reg. CE 183/2005 esclude dal proprio campo la vendita al dettaglio di mangimi per animali da compagnia: se vendi solo pet food confezionato al cliente finale il piano di autocontrollo dei mangimi non ti è dovuto, e Omega te lo scrive invece di venderti un obbligo che non hai. L’esonero cade se vendi anche all’ingrosso o a imprese, se tratti mangimi per animali da reddito, se riconfezioni o vendi a tuo marchio, se prepari BARF o se vendi sfuso: dichiari cosa fai e la schermata elenca quali di quelle cose l’hanno fatto cadere. Da lì i registri servono, e ci sono già pronti — temperature del magazzino secco, del frigo e del congelatore, otto controlli con la loro cadenza, merce in arrivo, non conformità, formazione e stampa mensile. Restano fuori da questo discorso due cose che valgono comunque: la notifica sanitaria all’autorità locale, che Omega ti ricorda finché non ne segni data e protocollo, e la rintracciabilità del Reg. CE 178/2002, che vale per tutti ed è un altro modulo — Magazzino → Tracciabilità.

I clienti possono chiedere un posto in pensione online?

Sì, con un link (e un QR da mettere in vetrina). Il cliente sceglie le date e il gestionale gli dice subito se c’è posto — senza mostrargli chi c’è: della disponibilità esce solo quanti posti restano, e nemmeno quello se non hai dichiarato un tetto. Ma non prenota: manda una RICHIESTA. Prendere in custodia un animale vuol dire prima controllare i vaccini e guardare l’animale, e nessuna delle due cose si fa da un modulo web. Quando accetti, il soggiorno nasce passando dai controlli di sempre: capienza, box, copertura vaccinale, contatti d’emergenza. Preavviso minimo, quanto in là si prenota e durata massima li imposti tu, e puoi aggiungere le tue domande al modulo.

Posso allegare il libretto vaccinale?

Sì: libretto, passaporto, referti del veterinario e consensi firmati si attaccano alla scheda dell’animale con una foto del telefono o un PDF. Serve perché il controllo dei vaccini legge le righe che qualcuno ha battuto a mano: col documento allegato la verifica diventa una verifica, e in un contenzioso la differenza fra un’affermazione e un documento è tutta la differenza. Sulla scheda compare a colpo d’occhio se il libretto c’è o manca. I documenti restano nel tuo ambiente e non sono pubblici.

La garanzia di 24 mesi vale anche per un pesce rosso?

Il termine di legge è quello, ma applicarlo a un neon non ha senso per nessuno e la prassi dei negozi con l’acquario è un termine breve e condizionato. Quindi imposti un default in mesi e le eccezioni per specie in giorni: scrivi «pesc: 7» una volta e vale per «Pesce rosso», «pesci tropicali» e «Pesce combattente». La condizione («con scontrino e campione d’acqua») si scrive sulla riga il giorno della vendita, così se domani cambi la regola quella di ieri resta com’era. I mesi restano mesi: «24 mesi dalla consegna» è un intervallo di calendario, non 731 giorni.

I clienti possono prenotare la toelettatura da soli?

Sì. C’è un link pubblico con QR da mettere in vetrina o sul sito: il cliente sceglie servizio e orario tra gli slot davvero liberi, e la richiesta arriva in agenda da confermare con una notifica al negozio.

Come si attiva il gestionale per il pet shop?

Ti registri, l’ambiente è pronto in un minuto e provi un mese gratis senza carta di credito, con operatori illimitati. Quando decidi, il prezzo è quello scritto qui sopra: 79 € al mese, IVA esclusa, per un punto vendita, con dentro tutti i moduli e tutti gli operatori. Niente costi di attivazione, niente costo a testa, nessun vincolo di durata. Il catalogo che hai già lo importi da un file, oppure lo importiamo noi.

Come fa a sapere quando sta per finire il sacco di crocchette?

Con tre fonti, in ordine di affidabilità. La prima è la razione che hai scritto sulla scheda dell’animale. La seconda è una stima dal peso: il fabbisogno cresce col peso elevato a 0,75 per il cane e in proporzione per il gatto, scende di circa un quinto se è sterilizzato, sale molto nel cucciolo e cala nell’anziano, e un secco commerciale sta attorno alle 3.700 kcal al chilo. La terza — la migliore — è il ritmo osservato: dal terzo acquisto in poi il gestionale guarda quanto tempo passa davvero fra un sacco e l’altro. Ogni previsione porta con sé da quale delle tre viene, così sai quanto fidarti, e in Panoramica trovi chi resta a secco entro dieci giorni. Serve però che la riga di vendita sia attribuita all’animale: è un tocco in cassa, ed è la differenza fra sapere che «Giulia ha comprato un sacco» e sapere che «a Nala servono 320 grammi al giorno».

Che cosa vedo la mattina, appena apro il gestionale?

La coda di oggi, ordinata per gravità e non per modulo. Prima quello che riguarda la sicurezza: ritiri aperti, partite scadute ancora in giacenza. Poi gli animali affidati: soggiorni senza copertura vaccinale, cani pronti da ritirare, arrivi e uscite di oggi. Poi il lavoro: cessioni da comunicare, ordini cliente arrivati da avvisare, controlli di autocontrollo di oggi, ordini online da evadere, sotto scorta, partite in scadenza, clienti a cui sta finendo il cibo. Ogni riga porta esattamente dove si risolve, e i blocchi compaiono solo se hai quei dati: chi non fa pensione non vede la pensione.

Arriva un richiamo su un lotto di mangime: devo avvisare anche l’ASL?

Sì, ed è la parte che si dimentica. L’art. 19 del Reg. CE 178/2002 chiede due cose, non una: ritirare il prodotto E informare l’autorità competente — e la comunicazione mancata è di per sé l’illecito, più del ritiro fatto male. Nel gestionale il richiamo tiene data, autorità e protocollo della comunicazione, e il testo da mandare si genera già compilato con i dati della tua azienda, del lotto, del fornitore e dei controlli che hanno portato a considerarlo a rischio. Finché la notifica non c’è, il richiamo aperto è l’allarme più grave della schermata.

Travaso lo sfuso e preparo il BARF: il richiamo trova anche quelle confezioni?

Sì. Il Laboratorio lega il lotto d’origine a quello che ne esce — il travaso dello sfuso, o una preparazione con più ingredienti — e lo fa in una transazione sola, così non esiste un mezzo legame. Quando arriva un richiamo, la ricerca risale la catena in modo ricorsivo anche a più passaggi di distanza: la vaschetta fatta con la miscela fatta con quel sacco. È il «passo avanti» dell’art. 18 del Reg. CE 178/2002. E una partita già bloccata da un richiamo non può entrare in una nuova preparazione.

Vendo pappagalli e rettili: dove finiscono i documenti CITES?

Sul movimento del registro, insieme al resto di quello che un controllo chiede: appendice CITES, numero e data del certificato e autorità che l’ha rilasciato (Reg. CE 338/97 — la verifica è responsabilità del venditore, non di chi compra), la quarantena fino a data con la sua nota, il tipo e il codice di marcatura (anello, microchip, tatuaggio), la vasca o la teca, il codice dell’allevamento di provenienza, e nome, codice fiscale e documento dell’acquirente congelati al giorno della cessione. Tutto finisce nella stampa per l’ispettore, e i documenti si allegano alla riga.

Ho sbagliato una riga del registro animali: la cancello?

No, e il gestionale non te lo lascia fare: un registro numerato non si corregge cancellando. Si fa uno storno, che copia il movimento, gira il verso, porta causale «storno» e resta legato alla riga che rettifica — perché in un controllo due righe uguali e opposte senza un legame sono due movimenti, non una correzione. Nella stampa le righe di storno restano ma si distinguono a vista, e dalla mortalità sono escluse: non sono animali morti, sono errori corretti.

Quanti pesci ho perso quest’anno?

Il gestionale calcola la mortalità per specie e per periodo: quanti capi sono morti sui capi entrati negli ultimi novanta giorni (il periodo lo cambi), specie per specie, storni esclusi. Serve perché un reparto acquari che perde il quindici per cento dei neon ogni mese ha un problema di vasca o di fornitore, non di sfortuna — ed è un numero che senza registro nessuno guarda, perché non esiste.

Quanto dura l’attestato HACCP dei miei addetti?

Dipende dalla regione, e per questo la validità è un’impostazione e non un numero fisso: due anni in Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Basilicata e Sardegna, tre consigliati in Lombardia, Veneto e Trentino, fino a cinque altrove. Di serie il gestionale usa 36 mesi e avvisa 60 giorni prima della scadenza, perché un attestato scaduto è una sanzione che matura da sola senza che nessuno faccia niente, e la si scopre il giorno del controllo.

Il cliente compra un antiparassitario: mi ricorda il codice fiscale per la detrazione?

Sì. Il prodotto si marca «spesa veterinaria detraibile» (antiparassitari, farmaci da banco) e in cassa, se il carrello ne contiene almeno uno, il campo del codice fiscale si apre da solo con l’etichetta «consigliato». Si chiede prima di battere lo scontrino, che è l’unico momento in cui serve: dopo, l’unica risposta possibile è «mi dispiace». Sugli scontrini in cui non serve il campo resta dietro una riga discreta e non rallenta nessuno.

Un cliente vuole un articolo che non ho: posso ordinarglielo?

Sì, e senza il foglietto attaccato al monitor. L’ordine cliente passa per quattro stati — da ordinare, ordinato, arrivato, consegnato — con due ponti veri: quando ricevi la merce dal fornitore le righe legate passano da sole ad «arrivato», e alla consegna la riga diventa una vendita in cassa con l’acconto già scalato dal saldo. Puoi prendere un acconto, far partire l’avviso all’arrivo, e dopo quindici giorni il gestionale ti segnala la merce non ritirata: è roba comprata per una persona, e intanto occupa lo scaffale.

Vendete buoni regalo? A Natale me li chiedono.

Sì: codice, valore iniziale, saldo che cala a ogni riscatto anche parziale, scadenza e annullamento che bloccano l’uso. Ogni movimento resta tracciato per la quadratura di cassa, e un reso può tornare su buono. È la voce che un pet shop vende di più a chi non sa cosa regalare a un animale che non è suo.

Ho la bilancia al banco dello sfuso: devo ribattere i prezzi due volte?

No. Il gestionale esporta i PLU con i campi che sceglie il tuo tracciato: codice, descrizione, prezzo al chilo, IVA, barcode, tara, giorni di conservazione, ingredienti, allergeni, origine. Siccome il tracciato lo componi tu, funziona con la bilancia che hai già invece di aspettare una versione dedicata alla tua marca. Il doppio inserimento dei prezzi è l’ammanco che a fine giornata nessuno sa spiegare.

Se faccio uno sconto devo mostrare il prezzo più basso degli ultimi 30 giorni?

Sì, quando annunci una riduzione: è l’art. 6-bis della direttiva 2019/2161 (Omnibus), e vale su etichette, volantini e sito. Omega storicizza il prezzo base a ogni cambio reale e calcola da sé il riferimento richiesto, escludendo i prezzi nulli o negativi che avvelenerebbero il minimo. Non devi tenere un foglio a parte con i prezzi vecchi.

Ogni quanto si tosa un cane, e come me lo ricordo?

Dipende dal mantello, e per questo la cadenza non è una sola: c’è quella del servizio («ogni 6 settimane»), e ogni animale può avere la sua, che vince. Chi ha superato la propria compare nell’elenco «Da richiamare» con quanto è in ritardo e il numero da chiamare, e chi ha già un appuntamento futuro non compare — richiamare chi ha già prenotato è il modo migliore di far sembrare il negozio disordinato. Chiudendo un appuntamento il gestionale ti propone la riprenotazione alla cadenza giusta, mentre il cliente è ancora lì.

Non c’è la tua?

Le guide entrano nel merito di ogni adempimento — mangimi, animali vivi, toelettatura, pensione — e a scriverle è chi ha scritto il software. Se la domanda resta, si risponde in italiano dal lunedì al venerdì.