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Conti e margini

Il punto di pareggio: quanto devi incassare per non perdere

È un numero solo, si calcola in dieci minuti e cambia il modo in cui guardi la giornata: sotto quella cifra stai pagando per aprire.

5 minuti di lettura Aggiornata al 2 settembre 2026

In breve

  • Il pareggio si calcola sui costi fissi divisi per il margine percentuale, non sul fatturato dell’anno scorso.
  • Aggiungere una persona alza il pareggio di una cifra precisa: si può sapere prima di assumere.
  • Il pareggio giornaliero va diviso per i giorni di apertura veri, non per 365.

Il punto di pareggio è il numero più utile che un negozio possa avere in testa, e anche il più raro. Non serve a fare bilanci: serve a guardare una giornata e sapere se è andata bene, e a rispondere in trenta secondi a domande che altrimenti richiedono un commercialista — posso permettermi una persona in più? Regge un aumento dell’affitto? Quanto devo vendere per recuperare il mese di chiusura?

Si calcola con tre numeri che hai già: costi fissi annui, margine lordo percentuale, giorni di apertura.

01La formula

Fatturato di pareggio = Costi fissi annui ÷ Margine di contribuzione %

Con 127.000 € di costi fissi e un margine del 42%: 127.000 ÷ 0,42 = 302.400 € l’anno.

Pareggio giornaliero = Fatturato di pareggio ÷ Giorni di apertura effettivi

Su 302 giorni di apertura: 302.400 ÷ 302 = circa 1.000 € al giorno.

Da qui in poi ogni giornata ha un metro. Mille euro non è un obiettivo commerciale inventato: è la cifra sotto la quale quel giorno ha consumato più di quanto ha prodotto. E il numero è il tuo, non una media di settore.

02Cosa è fisso e cosa no

VoceFisso o variabileNota
Affitto, condominioFissoAnche a serranda abbassata
Personale a tempo indeterminatoFissoCompreso il compenso del titolare
UtenzeMistoUna quota fissa e una legata all’attività
Assicurazioni, gestionale, commercialistaFisso
Costo della merce vendutaVariabileCresce con le vendite: è già dentro il margine
Prodotti della toelettaturaVariabileIdem
Commissioni sui pagamentiVariabileVanno tolte dal margine, non dimenticate
Personale stagionale o a chiamataVariabileÈ la leva di flessibilità vera

03Le domande a cui risponde in trenta secondi

  1. 1

    Posso assumere una persona?

    Costo azienda annuo ÷ margine % = fatturato aggiuntivo necessario. Con 28.000 € di costo e il 42% di margine servono 66.700 € in più l’anno, cioè circa 220 € al giorno.

  2. 2

    Regge un aumento dell’affitto?

    Aumento annuo ÷ margine % = incasso aggiuntivo necessario. 300 € al mese in più significano 3.600 ÷ 0,42 = 8.570 € di fatturato in più.

  3. 3

    Quanto mi costa una settimana di chiusura?

    Costi fissi settimanali, che continuano a correre. È anche il conto che dice se conviene chiudere in agosto o restare aperti a mezzo servizio.

  4. 4

    Conviene questo sconto?

    Uno sconto del 10% su un margine del 42% richiede di vendere il 31% di pezzi in più per pareggiare il margine assoluto. Quasi mai succede.

  5. 5

    Quanto vale alzare i prezzi del 3%?

    Se i volumi tengono, va quasi interamente a margine: nell’esempio, circa 9.600 € l’anno.

04Con i servizi il pareggio si calcola due volte

La toelettatura ha un margine di contribuzione molto più alto della vendita — non ha costo del venduto, ha solo prodotti e tempo — quindi mischiarla nel conto unico dà un margine medio che non descrive nessuna delle due attività. Il modo corretto è calcolare il pareggio complessivo con il margine ponderato sul mix atteso, e poi verificare che ciascuna delle due regga i costi che le sono direttamente attribuibili.

Il controllo per reparto

  • La toelettatura copre il costo del suo operatore, dei suoi prodotti e della sua quota di locale?
  • La vendita copre il costo del personale di sala e la sua quota di locale?
  • Il mix effettivo somiglia a quello su cui è stato calcolato il pareggio?
  • Se il mix si sposta verso il reparto a margine più basso, il pareggio sale: è stato ricalcolato?

Con Omega

Il metro della giornata, senza rifare i conti

  • Incasso del giorno e del mese confrontati con l’obiettivo, per reparto.
  • Margine per reparto sempre aggiornato: il mix si vede mentre si sposta.
  • Costi fissi e ricorrenti registrati una volta, con lo scadenzario dei rinnovi.
  • Andamento cumulato dell’anno, per leggere la stagionalità senza illudersi su una settimana.

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Dubbi

Domande frequenti

Ogni quanto va ricalcolato il punto di pareggio?
Ogni volta che cambia un costo fisso rilevante — un canone, una persona, un contratto — e comunque una volta l’anno. È un conto da dieci minuti che invecchia in fretta: un pareggio calcolato due anni fa descrive un negozio che non esiste più.
Il compenso del titolare è un costo fisso?
Sì, e va messo. Il pareggio calcolato senza il compenso del titolare dice a che punto il negozio smette di perdere soldi, non a che punto comincia a sostenere chi ci lavora. Sono due numeri diversi e serve il secondo.
Come uso questo numero tutti i giorni?
Come metro della giornata e della settimana. Confrontare l’incasso di oggi con il pareggio giornaliero dice subito se si sta accumulando o consumando margine, e rende visibile una tendenza settimane prima che compaia in un bilancio.
Vale anche se ho la stagionalità?
Sì, ma va letto sul cumulato e non sul singolo giorno: in un mestiere stagionale i mesi forti coprono quelli deboli, e la domanda giusta è se il cumulato dell’anno è sopra la retta del pareggio, non se lo è martedì.

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