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Magazzino

Scorte e sottoscorta: quanto tenere di ogni cosa

Il sacco che manca non costa il margine di quel sacco: costa il cliente che va a comprarlo altrove e scopre che altrove è comodo.

6 minuti di lettura Aggiornata al 2 settembre 2026

In breve

  • Il punto di riordino è consumo giornaliero × tempo di consegna + scorta di sicurezza: tre numeri, nessuna intuizione.
  • Non tutte le referenze meritano la stessa protezione: le prime cinquanta valgono più di tutto il resto insieme.
  • La rottura di stock su una referenza ricorrente costa il cliente, non il margine di una vendita.

La gestione del magazzino in un negozio di animali si gioca fra due errori opposti e ugualmente costosi. Da una parte la rottura di stock: il cliente che compra lo stesso sacco da due anni lo trova finito, va altrove, e scopre che altrove funziona. Dall’altra l’eccesso: capitale immobilizzato, spazio occupato e prodotti che arrivano a scadenza.

La differenza fra chi li evita entrambi e chi ne subisce uno dei due non è l’esperienza: è avere un punto di riordino calcolato invece che ricordato. Il calcolo richiede tre numeri e mezz’ora, e poi si aggiorna da solo.

01Il punto di riordino

Punto di riordino = (Consumo medio giornaliero × Giorni di consegna) + Scorta di sicurezza

Consumo 1,4 sacchi al giorno, consegna in 5 giorni, scorta di sicurezza 4 sacchi: si riordina quando la giacenza scende a 11.

Scorta di sicurezza ≈ Consumo medio giornaliero × Giorni di ritardo che vuoi poter assorbire

Con un fornitore che ogni tanto slitta di tre giorni: 1,4 × 3 = 4,2, arrotondato a 4.

La scorta di sicurezza non è una riserva di prudenza generica: è il ritardo che quel fornitore fa davvero, misurato. Un fornitore puntuale merita una scorta di sicurezza bassa; uno che salta una consegna su cinque merita il doppio, oppure un secondo fornitore.

02Non tutte le referenze meritano la stessa attenzione

In quasi tutti i negozi una minoranza di referenze fa la maggioranza del fatturato. Trattare tutto l’assortimento allo stesso modo significa dedicare lo stesso tempo alla referenza che vende trenta pezzi al mese e a quella che ne vende uno all’anno — e sbagliare quella importante.

ClasseCosa contieneCome si gestisce
A — le primePoche referenze, gran parte del fatturatoPunto di riordino sorvegliato, scorta di sicurezza generosa, mai fuori assortimento
B — le medieAssortimento di sostanzaRiordino periodico, controllo mensile
C — la codaTante referenze, poco fatturatoOrdine su richiesta, giacenza minima o nulla
StagionaliAntiparassitari, prodotti estivi e invernaliPiano d’acquisto per stagione, con l’uscita programmata
Su ordinazioneDiete, taglie particolariZero giacenza, tempi di consegna comunicati al cliente

03La stagionalità, che qui è forte

  • Antiparassitari: la domanda si concentra in pochi mesi e crolla. Ordinare a marzo come si ordinava a gennaio riempie il magazzino; ordinare a giugno come a marzo lo svuota nel momento peggiore.
  • Prodotti per il caldo e per il freddo: cuccette, cappottini, refrigeranti. Hanno una finestra breve e una svalutazione rapida.
  • Toelettatura: i picchi prima delle feste e a inizio estate cambiano il consumo di prodotti e le ore vendibili.
  • Cuccioli e regali: dicembre sposta l’assortimento di accessori più di qualsiasi altro mese.
  • Agosto: cambia tutto — chi parte, chi resta, la pensione, e i clienti che comprano il sacco grande prima di andare via.

Il modo di gestirla non è indovinare: è guardare le vendite dello stesso periodo dell’anno prima, referenza per referenza, e ordinare su quelle. È l’unica previsione che in questo mestiere funziona, perché la stagionalità è regolare anche quando il fatturato non lo è.

04La routine settimanale

  1. 1

    Guarda le referenze sotto il punto di riordino

    Non l’intero magazzino: solo quelle che hanno superato la soglia. Sono poche ogni settimana.

  2. 2

    Verifica le anomalie

    Una giacenza negativa o una che non scende mai segnalano un errore di carico o un furto, non una scorta.

  3. 3

    Raggruppa per fornitore

    Un ordine unico per fornitore riduce le spese di trasporto e spesso raggiunge il minimo franco.

  4. 4

    Controlla le scadenze in arrivo

    Prima di riordinare qualcosa di cui hai già tre confezioni in scadenza fra sei settimane.

  5. 5

    Registra la data prevista di consegna

    Serve a sapere cosa promettere al cliente che aspetta, e a misurare il fornitore.

Con Omega

Il riordino calcolato, non ricordato

  • Punto di riordino per articolo, calcolato sui consumi reali e sui tempi del fornitore.
  • Elenco settimanale di cosa è sceso sotto soglia, raggruppato per fornitore.
  • Tempi di consegna misurati ordine per ordine, non dichiarati.
  • Confronto con lo stesso periodo dell’anno prima, per ordinare le stagioni con un dato.

Tutte le guide di Omega per Negozi di Animali

Dubbi

Domande frequenti

Quanti giorni di scorta devo tenere?
Non è un numero uguale per tutto: è il tempo di consegna del fornitore più il ritardo che vuoi poter assorbire. Su una referenza di classe A con consegna in cinque giorni si sta intorno ai dieci-dodici giorni di copertura; sulla coda dell’assortimento la risposta corretta è spesso zero.
Come gestisco un prodotto che vende poco ma che non voglio togliere?
Tenendone una quantità minima e ordinandolo su richiesta con un tempo di consegna dichiarato. Un cliente accetta di aspettare tre giorni per un prodotto particolare; non accetta di sentirsi dire «non lo teniamo più» su una dieta che serve al suo animale.
Meglio ordini piccoli e frequenti o grandi e radi?
Piccoli e frequenti, se il fornitore lo consente senza penalizzare troppo il trasporto: liberano capitale e riducono le scadenze. Gli ordini grandi hanno senso solo quando lo sconto extra supera davvero il costo di tenere quella merce ferma, e il conto va fatto, non intuito.
Quanto costa una rottura di stock?
Molto più del margine perso su quella vendita. Su una referenza ricorrente costa la probabilità che il cliente trovi un’alternativa comoda: il valore in gioco è quello del cliente nel tempo, non quello del sacco.

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