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Come si fa

Aprire una pensione per cani: autorizzazioni, box, capienza

La misura dei box non è un’opinione: l’Allegato A dell’Accordo Stato-Regioni del 2003 dà i metri quadri per fascia di peso, e la Regione può solo essere più severa.

9 minuti di lettura Aggiornata al 20 settembre 2026

In breve

  • La pensione è «commercio di animali da compagnia» e richiede l’autorizzazione sanitaria, con sopralluogo dell’ASL sul locale finito.
  • I metri quadri minimi di box e area di movimento sono fissati a livello nazionale per fascia di peso: 1, 1,5 o 2 m² di coperto per cane.
  • La struttura va registrata nel SINAC prima di iniziare: aprire senza registrazione costa da 750 a 7.500 euro.

La pensione per cani è il servizio che un negozio o una toelettatura aggiungono più spesso, perché usa spazio invece di tempo e concentra l’incasso nei periodi in cui tutto il resto rallenta. È anche l’unica attività del settore in cui si risponde di un essere vivente che non è tuo, ventiquattro ore al giorno, e in cui l’autorizzazione arriva dopo un sopralluogo — non dopo una segnalazione.

Il quadro nazionale sta in un documento che pochi leggono e tutti citano: l’Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome del 6 febbraio 2003 in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy. È lì che le pensioni vengono definite «commercio di animali da compagnia» insieme ai negozi di vendita, alle toelettature e all’addestramento, ed è lì che compaiono i requisiti minimi e la tabella delle dimensioni dei box.

01L’autorizzazione e i requisiti richiesti

L’art. 5 dell’Accordo impegna le Regioni a sottoporre le attività di commercio — pensioni comprese — all’autorizzazione prevista dall’art. 24 del d.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320 (il regolamento di polizia veterinaria), e indica i requisiti che le Regioni devono chiedere «almeno».

  • Conformità ai requisiti dell’Allegato A dell’Accordo, cioè le dimensioni dei box e dei recinti annessi.
  • Generalità della persona responsabile dell’attività.
  • Requisiti dei locali e delle attrezzature utilizzati.
  • Specie di animali che si intende commerciare, addestrare, allevare o custodire: dichiararle è parte della domanda, e aggiungerne una dopo è una modifica.
  • Cognizioni necessarie all’esercizio dell’attività in capo al responsabile: «una qualificata formazione professionale o una comprovata esperienza nel settore degli animali da compagnia».
  • Giudizio favorevole dell’ASL sui locali e sulle attrezzature, dopo il sopralluogo.
  • Aggiornamento dei registri di carico e scarico dei singoli animali, con annotazione di provenienza e destinazione.

02Le misure dei box, in metri quadri

Peso del caneBox coperto per caneArea di movimento (fino a 3 cani)Area di movimento (oltre 3 cani)
meno di 10 kg1,0 m²1,5 m² per cane1,0 m² per cane
da 11 a 30 kg1,5 m²2,0 m² per cane1,5 m² per cane
più di 30 kg2,0 m²2,5 m² per cane2,0 m² per cane
Allegato A dell’Accordo Stato-Regioni 6 febbraio 2003: superficie minima del pavimento del box coperto e superficie minima adiacente per il movimento.

Sono minimi, e sono minimi del 2003. Due cose vanno sapute prima di progettare: la Regione può essere più severa — e molte lo sono, su superfici, altezze, obbligo di area di sgambamento, illuminazione naturale, isolamento sanitario — e la disciplina europea sulla detenzione di cani e gatti, con misure molto più larghe, riguarda allevamenti e stabilimenti di vendita, non le pensioni (vedi regolamento UE 2026/1818). Progettare oggi sui minimi nazionali significa costruire una struttura che la prima delibera regionale può rendere inadeguata.

Le cinque domande da portare all’ASL e al Comune, prima dei lavori

  • Quali superfici e altezze minime chiede il regolamento regionale, e per quali specie?
  • È obbligatoria un’area di sgambamento, e con quale superficie per capo?
  • Serve un locale o un box di isolamento sanitario, separato dalla ventilazione del resto?
  • Qual è il numero massimo di animali autorizzabile, e da cosa dipende (superficie, personale, capacità di isolamento)?
  • Il locale ha la destinazione d’uso compatibile, e ci sono vincoli di distanza dalle abitazioni o limiti acustici comunali?

03Le registrazioni obbligatorie

  1. 1

    Registrazione nel SINAC

    Il decreto del Ministero della salute 2 novembre 2023 prevede all’art. 5, comma 4, che le pensioni di animali da compagnia siano registrate nel SINAC, prima di iniziare l’attività e dopo aver acquisito le autorizzazioni. La sanzione per l’attività svolta senza registrazione va da 750 a 7.500 euro (art. 17, comma 1 del d.lgs. 134/2022).

  2. 2

    Registro degli ingressi e delle uscite

    Con provenienza e destinazione di ogni animale: è richiesto dall’Accordo del 2003 ed è il primo documento che viene chiesto in un controllo.

  3. 3

    Documentazione sanitaria all’accettazione

    Copertura vaccinale in corso di validità e trattamento antiparassitario: l’esito della verifica va scritto sul soggiorno, perché è la prova di com’era la situazione quando l’animale è entrato.

  4. 4

    Registrazioni di pulizia e disinfezione

    Con cadenza, prodotto e firma. La pulizia non si dimostra pulendo, si dimostra registrando.

  5. 5

    Codice ATECO corretto

    La pensione e la custodia hanno un codice proprio dal 2025, il 96.99.11: i dettagli nella guida sui codici ATECO del settore.

04Il conto di una pensione, per voci

Una pensione non si valuta a tariffa, si valuta a notti vendute sul totale delle notti disponibili. È un’attività a capienza fissa e stagionalità violenta: agosto e le feste possono valere metà dell’anno, e i mesi morti non si riempiono abbassando il prezzo.

Ricavo annuo = Posti × 365 × Tasso di occupazione × Tariffa media per notte

Con 12 posti, 40% di occupazione media e 22 € di tariffa media: 12 × 365 × 0,40 × 22 = circa 38.500 € l’anno. Il tasso di occupazione è il numero da stimare con prudenza, non la tariffa.

  • Investimento: box, recinzioni, coperture, pavimentazioni lavabili, scarichi, riscaldamento e ombra, area di isolamento.
  • Personale: è il costo che fa la differenza fra una pensione e un canile. Gli animali vanno gestiti anche la domenica e a Natale, cioè nei giorni in cui l’occupazione è massima.
  • Assicurazione di responsabilità civile che copra espressamente gli animali in custodia: molte polizze di esercizio escludono i beni di terzi in consegna, e un cane in pensione rientra in quella categoria.
  • Veterinario di riferimento per le urgenze, con un accordo scritto su come si interviene e chi paga.
  • Costi variabili: alimenti quando li fornisci tu, lettiere, smaltimento, lavaggi, consumi di acqua ed energia.

05L’ordine giusto delle cose

  1. 1

    Verifica il regolamento regionale

    È il documento che decide le misure, non una guida generale. Chiedilo per iscritto al servizio veterinario, insieme all’elenco dei requisiti per l’autorizzazione.

  2. 2

    Controlla il locale e la sua destinazione

    Compatibilità urbanistica, limiti acustici, scarichi. Un terreno agricolo non diventa una pensione con un capanno.

  3. 3

    Progetta sui numeri regionali, non sui minimi

    Box, area di movimento, isolamento, spazi per il personale, magazzino per gli alimenti.

  4. 4

    Chiedi il sopralluogo quando il locale è finito

    L’autorizzazione arriva dopo la verifica: chiederla a lavori a metà significa rifare la visita.

  5. 5

    Registra la struttura nel SINAC e apri il codice attività

    Prima di accettare il primo animale, non dopo il primo fine settimana pieno.

  6. 6

    Scrivi il contratto di custodia prima di aprire

    Autorizzazione all’intervento veterinario, tetto di spesa, cosa succede se l’animale non viene ritirato: il modello è nella guida su pensione, contratto e incassi.

Con Omega

La pensione gestita con i suoi limiti veri

  • Soggiorni a notti o in giornata, con box, tariffa, terapie e la vista «in casa oggi» ordinata per box.
  • Tetto di capienza controllato su ogni giorno del soggiorno, con l’errore che dice quale: «Il 12/08 sei già a 14 animali sul massimo di 14».
  • Controllo vaccinale all’accettazione, che distingue «scaduto» da «nessun vaccino registrato» e scrive l’esito sul soggiorno.
  • Somministrazioni con spunta firmata e ora, e il foglio «da fare oggi» di tutti gli animali in casa.

Tutte le guide di Omega per Negozi di Animali

Dubbi

Domande frequenti

Quali sono le dimensioni minime dei box per una pensione?
L’Allegato A dell’Accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003 indica 1 m² di box coperto per cani sotto i 10 kg, 1,5 m² fra 11 e 30 kg e 2 m² oltre i 30 kg, più un’area adiacente per il movimento da 1 a 2,5 m² per cane secondo il peso e il numero di animali. Le Regioni possono prevedere misure più ampie, ed è il loro regolamento a fare testo.
Serve una qualifica per aprire una pensione?
L’Accordo del 2003 chiede che la persona responsabile abbia le cognizioni necessarie all’esercizio dell’attività, sotto forma di qualificata formazione professionale o comprovata esperienza nel settore degli animali da compagnia. Come si dimostra — corso riconosciuto, attestato, anni documentati — lo stabilisce la Regione.
Posso tenere cani in pensione nel retro della toelettatura?
Non con gli spazi di una toelettatura. La custodia notturna richiede l’autorizzazione sanitaria per il ricovero, i box con le superfici minime, l’area di movimento e un locale di isolamento: sono requisiti che l’Accordo del 2003 non chiede alla toelettatura proprio perché quella non trattiene gli animali.
Quanti animali posso accettare?
Il numero massimo è quello indicato nell’autorizzazione, e dipende da superfici, personale e capacità di isolamento. Va controllato giorno per giorno, non a occhio: in alta stagione è il limite che si sfora senza accorgersene, accettando animali senza box assegnato.
Devo chiedere i vaccini per accettare un cane?
Non esiste un elenco nazionale unico di vaccinazioni obbligatorie per l’ingresso in pensione: la prassi consolidata — e la richiesta di molti regolamenti regionali — è la copertura vaccinale in corso di validità e un trattamento antiparassitario recente. Quello che conta è avere una regola scritta, applicarla a tutti e registrare l’esito della verifica all’accettazione.

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