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Norme e obblighi

Cosa può vendere un negozio: antiparassitari, integratori, farmaci

La differenza fra un biocida, un medicinale veterinario e un mangime complementare non è una sfumatura: decide se quel prodotto puoi tenerlo sullo scaffale o no.

7 minuti di lettura Aggiornata al 20 settembre 2026

In breve

  • I medicinali veterinari soggetti a prescrizione non si vendono in un negozio di animali: mai, in nessuna forma.
  • Gli antiparassitari e disinfestanti per uso esterno e orale senza obbligo di ricetta si possono vendere anche fuori dalla farmacia: lo dice l’art. 26 del d.lgs. 218/2023.
  • Gli integratori sono mangimi complementari: non possono avere indicazioni terapeutiche, e nemmeno il consiglio al banco può averle.

Sullo scaffale di un pet shop convivono prodotti con statuti giuridici diversi: collari antiparassitari, pipette, shampoo, integratori, disinfettanti. Alcuni sono medicinali veterinari, altri biocidi, altri mangimi. La categoria decide chi può venderli, cosa si può scrivere e cosa si può dire al banco.

Il confine più importante è cambiato nel 2024, e molti negozi lo applicano ancora al contrario: il decreto legislativo 7 dicembre 2023, n. 218 — che ha attuato il regolamento (UE) 2019/6 sui medicinali veterinari, in vigore dal 18 gennaio 2024 — **consente la vendita al dettaglio dei medicinali veterinari antiparassitari e disinfestanti per uso esterno e orale anche in esercizi commerciali diversi da farmacie e parafarmacie**, a condizione che non sia previsto l’obbligo di prescrizione. Sapere dove passa quella linea è la differenza fra rinunciare a una categoria redditizia e vendere qualcosa che non si può vendere.

01Le categorie, in ordine

CategoriaCos’èChi può venderlo
Medicinale veterinario con obbligo di prescrizioneAutorizzato come medicinale, si evade con la ricetta elettronicaFarmacie e, nei limiti di legge, gli esercizi dell’art. 5 del d.l. 223/2006
Medicinale veterinario antiparassitario o disinfestante per uso esterno e orale, senza ricettaPipette, collari, spot-on e formulazioni orali da bancoAnche altri esercizi commerciali, compresi i negozi di animali (art. 26, comma 2, d.lgs. 218/2023)
Medicinali senza ricetta per acquario, pesci ornamentali, uccelli in gabbia, piccioni viaggiatori, animali da terrario, piccoli roditori, furetti e conigliSono i prodotti per cui l’art. 5, par. 6 del reg. UE 2019/6 ammette esenzioni dall’autorizzazione all’immissione in commercioAnche esercizi commerciali diversi dalla farmacia (art. 26, comma 1)
Biocida per animali o per l’ambienteAutorizzato come biocida: molti antiparassitari ambientali e per cucceVendita libera nel rispetto delle condizioni di etichetta
Mangime complementare / integratoreProdotto alimentare per animaliVendita libera come mangime
Cosmetico e igieneShampoo, detergenti, prodotti per il peloVendita libera
Dispositivo o accessorioCollari meccanici, spazzole, articoliVendita libera
Il discrimine non è «medicinale sì o no»: è il regime di fornitura stampato sulla confezione.

02La ricetta elettronica veterinaria

Dal 2019 la prescrizione dei medicinali veterinari passa dal sistema informativo nazionale della ricetta elettronica: il veterinario emette la prescrizione in formato elettronico e il canale di vendita la evade registrandola.

  • Riguarda i medicinali veterinari soggetti a prescrizione, non i prodotti da banco né i mangimi comuni.
  • Comprende i mangimi medicati, che seguono un percorso proprio: la dispensazione passa da mangimifici, distributori riconosciuti e farmacie, e un negozio di animali non li tratta.
  • La conservazione e la registrazione delle prescrizioni sono a carico di chi le evade.
  • Un negozio che vende solo antiparassitari da banco non ha nulla da fare con la ricetta elettronica: è il segno più semplice che sta dentro il suo perimetro.

03Integratori e mangimi complementari

Quelli che nel linguaggio comune si chiamano «integratori per animali» sono, dal punto di vista normativo, mangimi complementari. La conseguenza pratica riguarda quello che si può scrivere e dire.

  • Non possono riportare indicazioni di prevenzione, cura o guarigione di malattie.
  • Possono indicare finalità nutrizionali, nei limiti previsti, e per i mangimi dietetici destinati a fini nutrizionali particolari valgono condizioni specifiche.
  • L’etichetta deve rispettare i requisiti previsti per i mangimi.
  • I consigli dati al banco seguono la stessa regola: si parla di alimentazione e benessere, non di terapie.

04Come si gestisce al banco

  1. 1

    Chiedi cosa sta succedendo

    Prurito, perdita di pelo, comportamento: serve a capire se è una questione da negozio o da veterinario.

  2. 2

    Riconosci il confine

    Sintomi persistenti, lesioni, animale che sta male: si manda dal veterinario. Sempre.

  3. 3

    Consiglia nella tua categoria

    Prodotti che puoi vendere, con l’uso corretto e le precauzioni di etichetta.

  4. 4

    Spiega la durata e il richiamo

    Quando finisce la protezione, quando va ripetuta. È la parte che il cliente ricorda e che porta il ritorno.

  5. 5

    Registra cosa hai venduto

    Prodotto e data: serve per il promemoria e per la tracciabilità in caso di ritiro.

Le cose da non fare mai

  • Consigliare un dosaggio diverso da quello di etichetta.
  • Vendere un prodotto per una specie diversa da quella indicata (alcuni antiparassitari per cani sono tossici per i gatti).
  • Attribuire proprietà terapeutiche a un mangime o a un cosmetico.
  • Sostituirsi al veterinario su un animale che sta male.
  • Vendere prodotti senza etichetta in italiano o di provenienza non tracciabile.

Con Omega

Antiparassitari venduti come vanno venduti

  • Vendita attribuita all’animale del cliente: la protezione ha una data di scadenza, e da lì nasce il richiamo.
  • Il prodotto marcato «spesa veterinaria detraibile» apre da solo il campo del codice fiscale in cassa, prima di battere lo scontrino.
  • Lotti e scadenze anche sui prodotti per la cura: se arriva un ritiro, sai quali confezioni sono uscite e a chi.
  • Richiami stagionali già impostati sulla durata dichiarata del prodotto, invece di un promemoria a un mese generico.

Tutte le guide di Omega per Negozi di Animali

Dubbi

Domande frequenti

Posso vendere antiparassitari in un negozio di animali?
Sì, quando non c’è obbligo di prescrizione. L’art. 26, comma 2 del d.lgs. 218/2023 consente la vendita al dettaglio dei medicinali veterinari ad azione antiparassitaria e disinfestante per uso esterno e per uso orale anche in esercizi commerciali diversi da farmacie e parafarmacie, purché non sia previsto l’obbligo di ricetta veterinaria. I prodotti autorizzati come biocidi restano a vendita libera nel rispetto dell’etichetta.
Un integratore può dire che cura un problema?
No. Gli integratori per animali sono mangimi complementari e non possono riportare indicazioni terapeutiche. Le indicazioni consentite riguardano la finalità nutrizionale, nei limiti previsti dalla normativa sui mangimi.
Cosa rischio se vendo un medicinale con obbligo di ricetta?
La vendita di medicinali veterinari fuori dai canali e dalle condizioni previste dal d.lgs. 218/2023 è sanzionata in via amministrativa e, nei casi più gravi, può avere rilievo penale. È una delle poche materie in cui non conviene mai una zona grigia: se sulla confezione c’è l’obbligo di prescrizione, il prodotto non si tiene nemmeno in magazzino.
Un antiparassitario per cani si può usare sul gatto?
Assolutamente no, se non espressamente indicato: alcune sostanze impiegate nei prodotti per cani sono tossiche per i gatti anche in piccole quantità. La specie indicata in etichetta va rispettata sempre.

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