In breve
- I medicinali veterinari soggetti a prescrizione non si vendono in un negozio di animali: mai, in nessuna forma.
- Gli antiparassitari e disinfestanti per uso esterno e orale senza obbligo di ricetta si possono vendere anche fuori dalla farmacia: lo dice l’art. 26 del d.lgs. 218/2023.
- Gli integratori sono mangimi complementari: non possono avere indicazioni terapeutiche, e nemmeno il consiglio al banco può averle.
Sullo scaffale di un pet shop convivono prodotti con statuti giuridici diversi: collari antiparassitari, pipette, shampoo, integratori, disinfettanti. Alcuni sono medicinali veterinari, altri biocidi, altri mangimi. La categoria decide chi può venderli, cosa si può scrivere e cosa si può dire al banco.
Il confine più importante è cambiato nel 2024, e molti negozi lo applicano ancora al contrario: il decreto legislativo 7 dicembre 2023, n. 218 — che ha attuato il regolamento (UE) 2019/6 sui medicinali veterinari, in vigore dal 18 gennaio 2024 — **consente la vendita al dettaglio dei medicinali veterinari antiparassitari e disinfestanti per uso esterno e orale anche in esercizi commerciali diversi da farmacie e parafarmacie**, a condizione che non sia previsto l’obbligo di prescrizione. Sapere dove passa quella linea è la differenza fra rinunciare a una categoria redditizia e vendere qualcosa che non si può vendere.
01Le categorie, in ordine
| Categoria | Cos’è | Chi può venderlo |
|---|---|---|
| Medicinale veterinario con obbligo di prescrizione | Autorizzato come medicinale, si evade con la ricetta elettronica | Farmacie e, nei limiti di legge, gli esercizi dell’art. 5 del d.l. 223/2006 |
| Medicinale veterinario antiparassitario o disinfestante per uso esterno e orale, senza ricetta | Pipette, collari, spot-on e formulazioni orali da banco | Anche altri esercizi commerciali, compresi i negozi di animali (art. 26, comma 2, d.lgs. 218/2023) |
| Medicinali senza ricetta per acquario, pesci ornamentali, uccelli in gabbia, piccioni viaggiatori, animali da terrario, piccoli roditori, furetti e conigli | Sono i prodotti per cui l’art. 5, par. 6 del reg. UE 2019/6 ammette esenzioni dall’autorizzazione all’immissione in commercio | Anche esercizi commerciali diversi dalla farmacia (art. 26, comma 1) |
| Biocida per animali o per l’ambiente | Autorizzato come biocida: molti antiparassitari ambientali e per cucce | Vendita libera nel rispetto delle condizioni di etichetta |
| Mangime complementare / integratore | Prodotto alimentare per animali | Vendita libera come mangime |
| Cosmetico e igiene | Shampoo, detergenti, prodotti per il pelo | Vendita libera |
| Dispositivo o accessorio | Collari meccanici, spazzole, articoli | Vendita libera |
02La ricetta elettronica veterinaria
Dal 2019 la prescrizione dei medicinali veterinari passa dal sistema informativo nazionale della ricetta elettronica: il veterinario emette la prescrizione in formato elettronico e il canale di vendita la evade registrandola.
- Riguarda i medicinali veterinari soggetti a prescrizione, non i prodotti da banco né i mangimi comuni.
- Comprende i mangimi medicati, che seguono un percorso proprio: la dispensazione passa da mangimifici, distributori riconosciuti e farmacie, e un negozio di animali non li tratta.
- La conservazione e la registrazione delle prescrizioni sono a carico di chi le evade.
- Un negozio che vende solo antiparassitari da banco non ha nulla da fare con la ricetta elettronica: è il segno più semplice che sta dentro il suo perimetro.
03Integratori e mangimi complementari
Quelli che nel linguaggio comune si chiamano «integratori per animali» sono, dal punto di vista normativo, mangimi complementari. La conseguenza pratica riguarda quello che si può scrivere e dire.
- Non possono riportare indicazioni di prevenzione, cura o guarigione di malattie.
- Possono indicare finalità nutrizionali, nei limiti previsti, e per i mangimi dietetici destinati a fini nutrizionali particolari valgono condizioni specifiche.
- L’etichetta deve rispettare i requisiti previsti per i mangimi.
- I consigli dati al banco seguono la stessa regola: si parla di alimentazione e benessere, non di terapie.
04Come si gestisce al banco
- 1
Chiedi cosa sta succedendo
Prurito, perdita di pelo, comportamento: serve a capire se è una questione da negozio o da veterinario.
- 2
Riconosci il confine
Sintomi persistenti, lesioni, animale che sta male: si manda dal veterinario. Sempre.
- 3
Consiglia nella tua categoria
Prodotti che puoi vendere, con l’uso corretto e le precauzioni di etichetta.
- 4
Spiega la durata e il richiamo
Quando finisce la protezione, quando va ripetuta. È la parte che il cliente ricorda e che porta il ritorno.
- 5
Registra cosa hai venduto
Prodotto e data: serve per il promemoria e per la tracciabilità in caso di ritiro.
Le cose da non fare mai
- Consigliare un dosaggio diverso da quello di etichetta.
- Vendere un prodotto per una specie diversa da quella indicata (alcuni antiparassitari per cani sono tossici per i gatti).
- Attribuire proprietà terapeutiche a un mangime o a un cosmetico.
- Sostituirsi al veterinario su un animale che sta male.
- Vendere prodotti senza etichetta in italiano o di provenienza non tracciabile.
Con Omega
Antiparassitari venduti come vanno venduti
- Vendita attribuita all’animale del cliente: la protezione ha una data di scadenza, e da lì nasce il richiamo.
- Il prodotto marcato «spesa veterinaria detraibile» apre da solo il campo del codice fiscale in cassa, prima di battere lo scontrino.
- Lotti e scadenze anche sui prodotti per la cura: se arriva un ritiro, sai quali confezioni sono uscite e a chi.
- Richiami stagionali già impostati sulla durata dichiarata del prodotto, invece di un promemoria a un mese generico.

