Salta al contenuto
Omega Pet

Norme e obblighi

Vendere mangimi: registrazione, etichette e lotti

La vendita al dettaglio di petfood è esclusa dal regolamento sull’igiene dei mangimi: l’esonero però cade su cinque attività che molti negozi fanno senza pensarci.

6 minuti di lettura Aggiornata al 20 settembre 2026

In breve

  • L’art. 2, par. 2, lett. e) del reg. 183/2005 esclude dal proprio campo di applicazione la vendita al dettaglio di mangimi per animali da compagnia.
  • L’esonero cade con l’ingrosso, i mangimi per animali da reddito, lo sfuso, il riconfezionamento e gli alimenti crudi preparati in negozio.
  • Lotto e scadenza vanno registrati al carico comunque: la rintracciabilità del reg. 178/2002 non dipende dall’esonero.

Il petfood è la voce che sostiene il fatturato di un negozio di animali, e la prima cosa da sapere è quella che nessuno dice: **la vendita al dettaglio di mangimi per animali da compagnia è esclusa dal regolamento sull’igiene dei mangimi**. Lo scrive il regolamento (CE) 183/2005 all’art. 2, paragrafo 2, lettera e), e la conseguenza pratica è che un negozio che vende sacchi confezionati al proprietario dell’animale non ha il piano di autocontrollo dei mangimi che a volte gli viene attribuito.

L’esonero però ha un perimetro, e cinque attività lo fanno cadere. Sapere dove passa quel confine serve sia a non fare pratiche inutili sia a non trovarsi senza quelle dovute — perché il giorno in cui si aggiunge lo sfuso o una vaschetta preparata in negozio, il regime cambia.

01L’esonero, e le cinque cose che lo fanno cadere

Il regolamento 183/2005 elenca all’art. 2, paragrafo 2 le attività a cui non si applica, e l’ultima voce è «la vendita al dettaglio di mangimi per animali da compagnia». Il Ministero della salute lo ha ribadito anche per i mangimi medicati, con la nota del 16 ottobre 2025 sulla loro distribuzione: la vendita al dettaglio è esclusa dal campo di applicazione, fermo restando che l’attività va comunque dichiarata all’autorità competente locale.

Cosa faiSei ancora nell’esonero?
Vendi sacchi e scatolette confezionati al proprietario dell’animaleSì
Vendi anche mangimi per animali da reddito (polli, conigli da carne, equini)No: quelli non sono «animali da compagnia»
Vendi all’ingrosso o ad altri operatori (allevamenti, canili, colleghi)No
Vendi sfuso da sacchi aperti, o riconfezioniNo: è manipolazione, non semplice rivendita
Prepari o porzioni alimenti crudi in negozioNo: vedi la guida su BARF e alimenti crudi
Nel dubbio la domanda all’ASL si scrive elencando tutte le attività, comprese quelle stagionali: la risposta scritta è quella che verrà usata nel controllo successivo.

Cosa deve essere in ordine comunque

  • Locali di deposito asciutti, protetti dagli infestanti, con la merce non a diretto contatto con il pavimento.
  • Separazione fra mangimi e prodotti che potrebbero contaminarli (antiparassitari, detergenti, prodotti chimici).
  • Piano di controllo degli infestanti, con le registrazioni degli interventi.
  • Documentazione di acquisto conservata e ricollegabile ai prodotti e ai lotti.
  • Dichiarazione delle attività svolte all’autorità competente locale, aggiornata quando cambiano.

02Cosa deve dire l’etichetta

  • Tipo di mangime (completo, complementare) e specie a cui è destinato.
  • Nome e indirizzo dell’operatore responsabile dell’etichettatura.
  • Numero di lotto o di partita.
  • Quantità netta.
  • Elenco degli ingredienti (componenti) e componenti analitici.
  • Additivi, con le indicazioni previste.
  • Istruzioni per l’uso corretto.
  • Termine minimo di conservazione.

L’etichetta deve essere in italiano e le indicazioni non possono essere ingannevoli: le diciture che attribuiscono al mangime proprietà di prevenzione o cura di malattie sono riservate ai mangimi dietetici destinati a fini nutrizionali particolari, con condizioni precise.

03Tracciabilità e ritiri

  1. 1

    Registra il lotto al carico

    Con il fornitore, il documento e la data di ricevimento. È l’unico momento in cui costa poco.

  2. 2

    Ruota per scadenza

    Prima quello che scade prima: sul petfood umido e sui prodotti freschi la rotazione è determinante.

  3. 3

    Tieni traccia delle forniture ad altri operatori

    Se vendi ad allevamenti, canili o toelettature, quelle cessioni vanno documentate.

  4. 4

    In caso di ritiro, blocca e ricostruisci

    Quantità ricevute, vendute e residue. Con i clienti registrati puoi avvisare direttamente chi ha comprato.

  5. 5

    Comunica all’autorità quando previsto

    Se il prodotto può presentare un rischio, l’informazione all’autorità competente è dovuta.

04Conservare e vendere bene

Le abitudini che evitano i rilievi

  • Sacchi su pedane o ripiani, mai a terra.
  • Umido e secco separati, prodotti chimici in un’altra area.
  • Nessun sacco rotto in vendita: si scarta o si vende come tale, in modo dichiarato.
  • Frigoriferi per i prodotti freschi con registrazione della temperatura.
  • Prodotti aperti per la degustazione tenuti con data di apertura e sostituiti secondo la loro durata.
  • Scadenze controllate ogni settimana, con lo sconto programmato prima che diventino invendibili.

Con Omega

Lotti e scadenze del petfood sotto controllo

  • Lotto e scadenza registrati al carico, collegati al documento del fornitore.
  • Rotazione per scadenza con la lista di cosa sta per scadere, reparto per reparto.
  • Dal lotto alle vendite: in un ritiro sai quante confezioni sono uscite e a chi.
  • Clienti avvisabili direttamente quando hanno comprato il lotto interessato.

Tutte le guide di Omega per Negozi di Animali

Dubbi

Domande frequenti

Devo registrarmi come operatore dei mangimi per vendere cibo per animali?
Per la sola vendita al dettaglio di mangimi per animali da compagnia no: l’art. 2, paragrafo 2, lettera e) del regolamento 183/2005 esclude questa attività dal proprio campo di applicazione. L’attività va comunque dichiarata all’autorità competente locale, e la registrazione torna necessaria se vendi all’ingrosso, se tratti mangimi per animali da reddito, se vendi sfuso o riconfezioni: va verificato con l’ASL sulla base delle attività che svolgi davvero.
Posso vendere mangime sfuso?
Sì, ma esce dal perimetro dell’esonero: servono condizioni precise di igiene, l’informazione al consumatore con le indicazioni di etichetta e la tracciabilità del lotto sulla porzione venduta. Se non si è in grado di garantirle, è più prudente vendere solo confezionato.
Quanto devo conservare i documenti dei mangimi?
Per un periodo adeguato a garantire la tracciabilità, in genere non inferiore a due anni. Documenti di trasporto e fatture devono essere ricollegabili ai lotti che hai venduto.
Posso dire che un mangime cura una patologia?
No. Le indicazioni terapeutiche non sono ammesse per i mangimi comuni; solo i mangimi dietetici destinati a fini nutrizionali particolari possono riportare le indicazioni previste, nei limiti stabiliti dalla normativa.

Si comincia

Provalo con i tuoi dati

Crei l’ambiente, carichi le tue anagrafiche e fai una giornata di lavoro vera prima di decidere.

  • Nessuna carta
  • Pronto in un minuto
  • Operatori illimitati